Il panorama digitale europeo sta vivendo una transizione critica. Tra le tensioni geopolitiche globali e l'accelerazione dell'intelligenza artificiale, la questione di come controllare le nostre infrastrutture informatiche è diventata una questione centrale di politica pubblica e di resilienza economica.
È in questo contesto che il gruppo parlamentare Greens/EFA al Parlamento europeo ha avviato il progetto Dichiarazione europea sulla sovranità tecnologica per un'infrastruttura digitale aperta, competitiva e resiliente in Europa. Come attore impegnato nel campo della sovranità digitale, Cloud Temple è uno dei primi firmatari industriali di questa dichiarazione, rappresentato da Julie Latawiec, Direttore degli Affari Pubblici.
Perché questa dichiarazione è una pietra miliare per l'autonomia strategica dell'Unione europea? Quali sono i suoi pilastri principali? Diamo uno sguardo più da vicino a un'iniziativa fondamentale per il futuro del mercato unico digitale.
Che cos'è la sovranità tecnologica europea?
La sovranità tecnologica non deve essere confusa con il protezionismo. Come ricorda il testo della dichiarazione, essa è definita da La capacità dell'Europa di progettare, comprendere, scegliere, costruire, gestire e regolamentare i sistemi digitali essenziali per la sua società ed economia.
Sebbene negli ultimi anni l'Unione Europea abbia messo in campo uno storico arsenale normativo (sui mercati digitali, sulla governance dei dati, sulla cybersicurezza o sull'IA), l'osservazione del tribuno rimane lucida: il quadro di riferimento rimane incompleto e persistono importanti dipendenze strutturali da fornitori non europei. Queste dipendenze non solo limitano l'autonomia politica dell'Europa, ma espongono anche le nostre organizzazioni pubbliche e private a grandi rischi strategici in termini di controllo dei dati.
I 6 pilastri fondamentali della Dichiarazione per un'infrastruttura digitale resiliente
Per trasformare l'ambizione in realtà, la dichiarazione invita la Commissione europea e gli Stati membri a concentrarsi su 6 principi guida principali:
1. Sovranità tecnologica strategica
L'Europa deve sviluppare e mantenere la capacità di gestire in modo indipendente le proprie infrastrutture critiche. Questo vale innanzitutto per i servizi cloud, le infrastrutture informatiche - in particolare l'informatica quantistica - le reti di connettività, l'intelligenza artificiale, gli strumenti di produttività per ufficio e i sistemi operativi.
2. Pluralismo e concorrenza nei mercati digitali
L'eccessiva concentrazione del mercato tecnologico globale - a livello di infrastrutture, piattaforme o applicazioni - sta creando una fragilità sistemica. Il forum chiede un'applicazione vigorosa del catalogo di regole europee per consentire alle aziende e alle PMI locali di competere su un piano di parità.
3. Infrastrutture distribuite e interconnesse
La resilienza di fronte alle minacce informatiche e alle crisi geopolitiche richiede infrastrutture cloud ed edge geograficamente distribuite. Il testo sostiene inoltre la creazione di un indice web europeo sovrano per garantire un accesso aperto e imparziale ai dati web.
4. Una leva strategica per gli appalti pubblici
Per molto tempo gli appalti pubblici hanno favorito i giganti tecnologici extraeuropei attraverso i loro meccanismi di selezione. È ora di invertire questa tendenza. Le scelte delle infrastrutture pubbliche devono sostenere attivamente lo sviluppo di soluzioni europee eco-responsabili, rispettose della privacy e basate sull'apertura.
5. Interoperabilità e standard aperti
Per evitare il lock-in tecnologico (vendor lock-in), gli standard aperti e la open source sono considerati pilastri indispensabili. Garantiscono agli utenti - sia individui che organizzazioni - la libertà di migrare o sostituire un componente IT con un altro.
6. Trasparenza e integrità: contrastare il «finto sovranismo».»
Questo è un punto fondamentale del forum: evitare qualsiasi rischio di lavaggio della sovranità, Le affermazioni di sovranità tecnologica devono basarsi su criteri rigorosi e verificabili. Occorre dimostrare un effettivo controllo operativo, una reale indipendenza giuridica da giurisdizioni extraterritoriali non democratiche e il rispetto della riservatezza, in particolare per la gestione dei dati governativi e delle infrastrutture nazionali di vitale importanza.
Un'alleanza senza precedenti tra decisori politici, industria e società civile
La forza di questa dichiarazione risiede nella diversità e nella complementarietà dei suoi firmatari. Essa riunisce :
- Leader dell'industria tecnologica europea (EU Tech Stars): Al fianco di Cloud Temple ci sono i pionieri e i principali attori degli ecosistemi cloud, open source e quantistico.
- Rappresentanti della società civile: ONG e istituti impegnati nella tutela della democrazia e dell'innovazione digitale.
- Membri del Parlamento europeo : Membri influenti del Parlamento europeo stanno portando questi temi al centro dei dibattiti legislativi dell'Unione.
Perché Cloud Temple sostiene questa visione
Per Cloud Temple, firmare questa dichiarazione è un'estensione naturale del nostro DNA. Crediamo fermamente che il futuro digitale dell'Europa dipenda dalla fiducia e dall'eccellenza tecnica. Garantire la trasparenza, rifiutare lavaggio della sovranità Le chiavi per una vera autonomia europea risiedono nell'introduzione di certificazioni rigorose e nella collaborazione all'interno di un ecosistema aperto e interoperabile.
Questo dibattito pubblico è appena iniziato e il suo successo dipenderà da scelte politiche forti e da una presa di coscienza collettiva da parte di tutti i decisori economici europei.
Leggete l'articolo completo e l'elenco completo dei primi firmatari della Convenzione.’Dichiarazione sulla sovranità tecnologica europea per un'infrastruttura digitale aperta, competitiva e resiliente in Europa