Presentato il 3 giugno 2026 dopo diversi rinvii, il pacchetto sulla sovranità tecnologica comprende due proposte legislative presentate al Parlamento europeo e al Consiglio, che dovrebbero entrare in vigore nel secondo trimestre del 2029, e due testi non legislativi.
Per la prima volta, la Commissione fornisce una definizione giuridica ufficiale di sovranità tecnologica: «la capacità dell'Europa di sviluppare, controllare e scalare le proprie tecnologie, infrastrutture, servizi e dati critici, che sono alla base della nostra economia, della nostra sicurezza e della nostra società».»
La dipendenza digitale dell'Europa è diventata una leva di pressione geopolitica. Nel 2024, la Cina ha vietato l'esportazione dei chip Nexperia prodotti sul suo territorio, minando le catene di fornitura dell'industria automobilistica europea. Il CLOUD Act statunitense impone alle aziende americane di cloud di consegnare i dati alle autorità federali, anche quando sono ospitate in Europa.
Di fronte a queste vulnerabilità, e in un momento in cui la domanda di capacità di calcolo legata all'IA cresce a un ritmo che l'Europa da sola non può assorbire, la Commissione ha optato per una politica industriale basata sulla regolamentazione.
| I TESTI | CHE IMPATTO AVRÀ SUI GIOCATORI COINVOLTI? |
|---|---|
| Proposta di regolamento CADA - Legge sullo sviluppo del cloud e dell'intelligenza artificiale | La sovranità del cloud diventa un criterio legale applicabile negli appalti pubblici europei. La direttiva crea quattro livelli di garanzia che definiscono un cloud sovrano, con il riconoscimento reciproco delle certificazioni in tutta l'UE e l'obbligo per gli appalti pubblici di conformarsi entro 12 mesi. Il settore privato rimane fuori dal campo di applicazione, a meno che non venga esteso ai settori critici. L'obiettivo è quello di triplicare la capacità dei centri dati europei entro il 2030 attraverso 200 miliardi di euro di investimenti. |
| Proposta di regolamento Chips Act 2.0 | Il Chips Act 2.0 rilancia la strategia europea per i semiconduttori dopo il mancato raggiungimento dell'obiettivo di 20 % del mercato mondiale. Il testo accelera le autorizzazioni (fino a un massimo di 12 mesi), sostiene la domanda e la produzione europea, rafforza le catene di approvvigionamento e incoraggia gli appalti pubblici con valore aggiunto europeo. Prevede inoltre una fonderia avanzata sotto i 3 nanometri entro il 2030, con un investimento di 120 miliardi di euro da qui al 2035. |
| Testi non legislativi Strategia Open Source | La Strategia Open Source fa dell'open source una leva per la sovranità e la competitività di fronte alla dipendenza dal software proprietario extraeuropeo. Promuove il principio «denaro pubblico, codice pubblico», consentendo il riutilizzo del software pubblico open source da parte di tutte le amministrazioni europee. Senza imporlo, mira a fare del settore pubblico un cliente di riferimento per le soluzioni open source europee, con 2 miliardi di euro mobilitati in sette anni. |
| Testi non legislativi Tabella di marcia per la digitalizzazione e l'IA nel settore dell'energia | Questa roadmap fornisce un quadro di riferimento per l'integrazione della tecnologia digitale e dell'IA nel settore energetico, in un momento in cui i data center rappresentano già 2,5 % del consumo europeo di elettricità. Prevede un sistema di valutazione della sostenibilità per i data center, potenzialmente aperto all'energia nucleare, e un quadro europeo per lo scambio di dati energetici. Investimento previsto: 20 miliardi di euro. |
Il pacchetto sulla sovranità tecnologica è sia un forte segnale politico che un primo concreto passo avanti dal punto di vista giuridico. Per quanto riguarda il cloud, per la prima volta la sovranità di un servizio diventa un requisito di prova, verificabile e applicabile negli appalti pubblici europei. Per quanto riguarda i semiconduttori e il software, la Commissione sta tracciando un percorso ambizioso. Questo pacchetto è un solido punto di partenza. Il suo impatto reale dipenderà dai negoziati parlamentari e dagli atti di esecuzione che verranno.
- 80 % La dipendenza digitale europea da fornitori non europei
- 200 miliardi di euro triplicare la capacità dei data center europei entro il 2030
- 120 miliardi di euro investimenti previsti per il Chips Act 2.0 da qui al 2035
- 264 miliardi spesi ogni anno dalle organizzazioni europee per prodotti digitali non europei