Trasformare il proprio sistema informativo: una sfida che riguarda innanzitutto l’architettura
La migrazione al cloud non si limita al semplice trasferimento di macchine virtuali. Per un dipartimento IT, la vera questione riguarda il percorso da seguire: quali applicazioni modernizzare, in quale ordine, con quali tecnologie e quale modello di governance? Senza una risposta strutturata a queste domande, i progetti cloud si arenano, i costi aumentano e i benefici attesi (agilità, resilienza, controllo del budget) non si concretizzano.
È proprio per rispondere a questa sfida che entra in gioco il team Cloud Practice di Cloud Temple. Composto da Solution Architect certificati, il team affianca i clienti nella trasformazione e nella modernizzazione dei loro sistemi informativi su Azure.
Una vasta gamma di competenze al servizio dei responsabili IT
Un accompagnamento personalizzato e su misura
Cloud Temple mette a disposizione dei propri clienti una vasta gamma di competenze per garantire un supporto costante nella trasformazione dei loro sistemi informativi. I Solution Architect della Cloud Practice affiancano i team dei clienti, dalla definizione della strategia cloud fino alla progettazione dettagliata delle architetture di destinazione.
Non esistono due piani di transizione al cloud uguali da un cliente all’altro. Un operatore del settore finanziario non ha gli stessi vincoli normativi di un'azienda industriale in piena espansione; un dipartimento IT che ha appena assorbito un'entità affiliata non ha le stesse priorità di una struttura stabile che cerca di ridurre i propri costi operativi. La Cloud Practice non utilizza quindi un modello generico di migrazione: ogni percorso di accompagnamento inizia con un’analisi delle sfide aziendali, tecniche e organizzative specifiche del cliente, per definire un percorso che risponda esattamente alle sue aspettative.
Questo supporto deve consentire ai responsabili IT di sfruttare appieno i vari cloud offerti da Cloud Temple: il cloud di fiducia certificato SecNumCloud per i dati e le applicazioni sensibili, e Azure per i servizi hyperscaler. Il Solution Architect aiuta a collocare ogni carico di lavoro nell’ambiente più adeguato, in base ai requisiti di sicurezza, conformità e prestazioni.
Affidarsi a modelli collaudati: il Cloud Adoption Framework
Il supporto offerto dalla Cloud Practice si basa sul Framework per l'adozione del cloud per Azure, il quadro metodologico di Microsoft che struttura l’adozione del cloud in fasi collaudate: strategia, pianificazione, preparazione delle basi (landing zones), adozione, governance e gestione. Attenendosi a questo quadro di riferimento, i nostri architetti garantiscono un approccio replicabile, documentato e allineato alle migliori pratiche del mercato.
Il CCoE: un organo di governance al centro della trasformazione
Guidare la trasformazione, non limitarsi a subirla
L'accompagnamento si articola attorno a un organo di coordinamento e governance: il CCoE (Centro di eccellenza Cloud), noto anche come comitato di architettura e urbanizzazione. Il suo ruolo è quello di identificare le problematiche incontrate dai responsabili dei sistemi informativi all’interno dei loro sistemi informativi (obsolescenza tecnologica, debito applicativo, silos di dati, costi operativi) e di affrontarle in modo strutturato.
Il CCoE riunisce regolarmente gli architetti di Cloud Temple e le parti interessate del cliente. Funge da arbitro nelle scelte architetturali, convalida i modelli di riferimento e garantisce la coerenza complessiva delle decisioni tecniche con la strategia aziendale.
Il metodo 6R: valutare ogni applicazione prima di modificarla
Per ogni applicazione del portafoglio, il CCoE applica il metodo di trasformazione 6R, che definisce sei possibili percorsi:
- Rehost : migrare l'applicazione così com'è («lift & shift»), per ottenere risultati rapidi; ;
- Replatform : effettuare la migrazione modernizzando alcuni componenti, come il passaggio a un database gestito; ;
- Rifattorizzazione / Riorganizzazione dell'architettura : riprogettare l'applicazione per sfruttare i servizi cloud-nativi (container, microservizi, serverless); ;
- Riacquisto : sostituire l'applicazione con una soluzione SaaS equivalente; ;
- Rimuovi : disattivare le applicazioni che non servono più; ;
- Ritenere : mantenere temporaneamente alcune applicazioni on-premises, quando la migrazione non è opportuna.
Questa classificazione sistematica consente di elaborare una tabella di marcia realistica, basata sulle priorità in termini di valore aziendale e livello di impegno.
Due percorsi, due contesti diversi
- Un operatore del settore assicurazione, impegnato in un progetto di Passa al cloud in combinazione con un processo di modernizzazione delle applicazioni, ha visto la propria infrastruttura di base (diverse macchine virtuali on-premise) trasformarsi in un’architettura di servizi gestiti Azure: database Azure Database for MySQL Flexible Server, orchestrazione dei componenti applicativi in container tramite Azure Kubernetes Service (AKS), e esposizione sicura dei flussi tramite una Application Gateway. Un progetto che combina replatform e refactoring, in cui il database è stato trasferito su un servizio gestito e i componenti idonei sono stati containerizzati, riducendo di conseguenza il carico operativo legato alla manutenzione dei motori e dei server applicativi.
- Un operatore del settore energia ha richiesto l'intervento della Cloud Practice per la migrazione di un sito web storicamente ospitato su macchine virtuali on-premise. Il percorso scelto (un Replatform) ha permesso di realizzare un'architettura di destinazione basata su Azure App Service per l'hosting delle applicazioni, Azure SQL Database per la persistenza dei dati, e una Application Gateway come soluzione front-end per proteggere e distribuire il traffico in entrata, eliminando la gestione dei server, delle patch e del ridimensionamento manuale a favore di servizi gestiti.
Due settori, due contesti, due percorsi distinti derivanti dallo stesso metodo 6R: la prova che l’architettura di destinazione si costruisce partendo dalle esigenze del cliente, e non il contrario.
Oltre le infrastrutture: una visione dell’urbanizzazione dei sistemi informativi
Il modello a strati del CIGREF
Un supporto architettonico non può limitarsi alla fornitura di servizi tecnici secondo una logica di ’Infrastructure as Code”, per quanto industrializzata possa essere. Il CCoE gestito da Cloud Temple è in grado di formulare proposte a livello di’architettura applicativa, basandosi sul modello di urbanizzazione a strati proposto dal CIGREF, che suddivide il Sistema Informativo in quattro livelli:
- lo strato Processi aziendali, modellata dagli Architetti di Domina dei nostri clienti; ;
- lo strato Organizzazione funzionale del sistema informativo, modellata dai loro architetti applicativi; ;
- lo strato Componenti applicativi del sistema informativo, che comprende anche i flussi tra applicazioni (interfacce); ;
- lo strato Componenti tecnici dell’infrastruttura del sistema informativo, che comprende l'elenco delle tecnologie utilizzate.
Cloud Temple, un partner proattivo nei livelli applicativi e tecnici
Cloud Temple offre soluzioni innovative per gli ultimi due livelli di questo modello. In pratica, i nostri Solution Architect mappano i componenti applicativi e le relative interfacce, effettuano un inventario delle tecnologie esistenti, individuano i debiti e le dipendenze, quindi propongono architetture Azure di destinazione: disaccoppiamento dei flussi tramite servizi di integrazione, containerizzazione dei componenti idonei, modernizzazione delle piattaforme dati.
Questo collegamento con i livelli superiori, gestito dagli architetti di sistema e dagli specialisti applicativi del cliente, garantisce che le scelte tecniche siano realmente al servizio dei processi aziendali, e non il contrario. È proprio questa la differenza tra una semplice migrazione tecnica e una vera e propria urbanizzazione del sistema informativo.
Continuità garantita fino alla fase operativa
La roadmap elaborata dal CCoE non si limita alla messa in produzione: si estende alla gestione quotidiana degli ambienti Azure. I diritti di amministrazione vengono delegati tramite Azure Lighthouse, il che consente ai team di Cloud Temple di gestire le risorse del cliente senza le complessità legate alla gestione incrociata delle identità. Tale gestione si basa su un monitoraggio continuo, supportato da dashboard per il monitoraggio delle prestazioni, della disponibilità e dei costi, sull’automazione della gestione delle patch e su un sistema di allerta proattivo, nonché su revisioni periodiche delle modifiche e dell’obsolescenza che consentono di anticipare i rischi tecnici prima che incidano sull’attività aziendale.
Un partner riconosciuto da Microsoft
Certificato MSP esperto di Azure e designato Partner Microsoft Solutions Nei settori Infrastruttura, Innovazione digitale e delle app, Dati e IA e Sicurezza, Cloud Temple dispone delle certificazioni che attestano il livello di competenza dei propri team su Azure.
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